Malattie Cerebrovascolari

L’ictus è una sindrome clinica caratterizzata da un deficit di una o più funzioni cerebrali tra cui sensibilità, forza, linguaggio, memoria, vista, che si presenta improvvisamente. La causa è la riduzione o interruzione dell’apporto di sangue ad un’area del cervello con conseguente disfunzione delle cellule cerebrali (neuroni). L’ictus conta in Italia circa 200.000 casi ogni anno, di cui l’80% sono primi episodi e il 20% recidive (riguardano soggetti precedentemente colpiti).

In Italia l’ictus è la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie; il 10-12% di tutti i decessi in un anno si verifica dopo un ictus e rappresenta la principale causa d’invalidità.
Il 75% degli ictus colpisce i soggetti di oltre 65 anni, ma non è esclusivamente una malattia dell’anziano.

Ci sono due tipi principali di ictus: ischemico, causato della mancanza di afflusso sanguigno ed emorragico, causato dalla rottura di un vaso arterioso.

  • ICTUS EMORRAGICO

L’ictus emorragico è il meno comune, solo il 15% di tutti gli ictus sono emorragici, ma è responsabile di circa il 40% di tutti i decessi per ictus.

La rottura di un vaso sanguigno cerebrale causa il riversamento del sangue all’interno o intorno al cervello danneggiando le cellule cerebrali.

Ci sono due tipi di ictus emorragico:

Emorragia intracerebrale: si verifica quando un vaso sanguigno all’interno del cervello si rompe riversando sangue nel tessuto cerebrale circostante. L’emorragia causa la morte delle cellule cerebrali e la conseguente perdita delle loro funzioni. L’ipertensione e l’invecchiamento dei vasi sanguigni sono le cause più comuni di questo tipo di ictus, che in alcuni casi può essere causato anche da una malformazione artero-venosa (MAV). La MAV è una connessione anomala tra arterie e vene cerebrali caratterizzata da enorme fragilità e dunque con tendenza a sanguinare. Le MAV non sono rare e se individuate tempestivamente possono essere trattate.

Emorragia sub aracnoidea: è il sanguinamento situato nello spazio sub aracnoideo, area tra il cervello e il tessuto che lo ricopre. Questo tipo di ictus è più spesso causato da un aneurisma che si fissura o si rompe.

Tra i noti fattori di rischio cardiovascolari l’ipertensione arteriosa è quello che più frequentemente è coinvolto nei fenomeni di rottura dei vasi sanguigni che sono alla base delle emorragie.

  • ICTUS ISCHEMICO

L’ictus ischemico si verifica quando un vaso sanguigno che trasporta sangue al cervello viene ostruito da un coagulo di sangue causando un’ipoafflusso ematico ad un’area cerebrale. Gli ictus ischemici rappresentano circa l’85% di tutti gli ictus. Un ictus ischemico può essere di due tipi:

Ictus embolico quando un coagulo di sangue proveniente da un distretto corporeo (di solito nelle camere cardiache) arriva al cervello incuneandosi in un’arteria cerebrale. Se l’embolo origina dal cuore si parla di ictus cardioembolico, frequentemente causato da un’aritmia cardiaca chiamata fibrillazione atriale.

Ictus trombotico è causato dall’ostruzione al flusso ematico prodotta da un trombo, ossia un coagulo di sangue, che si forma all’interno di una delle arterie che forniscono sangue al cervello. Alti livelli di colesterolo, aterosclerosi, diabete e ipertensione sono fattori predisponenti.

Si parla di TIA ovvero attacco ischemico transitorio, quando il flusso di sangue verso un’area del cervello si interrompe momentaneamente per un breve periodo di tempo. Può simulare un ictus in quanto ne condivide l’eziologia, ma si presenta con sintomi attenuati poichè il flusso cerebrale viene ripristinato rapidamente senza lasciare deficit neurologici. Presenta manifestazioni cliniche che si risolvono in 24 ore ma solitamente durano meno di un’ora. Pur non provocando danni cerebrali permanenti, i TIA rappresentano un campanello di allarme in quanto potrebbero anticipare la comparsa di un ictus futuro e dunque non andrebbero ignorati, soprattutto se recidivanti. In caso di TIA è necessaria una visita neurologica accurata, Eco-Color-Doppler dei tronchi sovraortici ed eventuale visita cardiologica.

A porre diagnosi di ictus è lo specialista in neurologia avvalendosi dell’ausilio di indagini diagnostiche. In primis la TAC del cranio, tecnica rapida, che permette di distinguere l’ictus ischemico da quello emorragico avviando i pazienti nel primo caso alla terapia medica (trombolisi) e/o interventistica (trombectomia) e nel secondo caso alla valutazione neurochirurgica, se necessario. Talvolta è utile approfondire lo studio del cervello richiedendo una TAC con mezzo di contrasto, oppure una RM (risonanza magnetica) o un Eco-Color Doppler dei Tronchi Sovra-Aortici (ECD-TSA) e del circolo intracranico (color-doppler transcranico).

In caso di Ictus, ischemico o emorragico, è necessario il ricovero presso un’unità operativa ospedaliera attrezzata alla gestione del paziente “critico”, formata da personale esperto, definita Stroke Unit.

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